Sintomi di rinite allergica? Prova Rinazina Antiallergica

La rinite allergica, ad esempio la “febbre da fieno”, è una patologia della mucosa nasale caratterizzata da un’infiammazione mediata da molecole denominate immunoglobuline E che si scatena in seguito all’esposizione ad una o più sostanze irritanti dette allergeni.
Questa patologia è caratterizzata da rinorrea (naso che cola), starnuti, prurito e, nelle forme più severe, congestione. Si tratta di sintomi reversibili spontaneamente, con la sospensione dell’esposizione all’allergene, o in seguito a terapia farmacologica o immunoterapia specifica (vaccini).

Gli allergeni che scatenano la rinite allergica sono per lo più presenti nell’aria. I principali sono:

pollini

(allergia alle graminacee, betulle, ulivo, etc.)

polveri

(allergia agli acari)

forfore

del pelo degli animali da compagnia (allergia al gatto, allergia al cane ma anche ad altri animali come cavalli e volatili).

È possibile ridurre i sintomi della rinite allergica mettendo in pratica degli accorgimenti per limitare l’esposizione agli allergeni presenti nell’ambiente.

I soggetti sensibili ai pollini, per esempio, dovrebbero conoscere le piante che liberano i pollini che causano la loro allergia ed il calendario pollinico (vedi oltre per maggiori dettagli) e possono provare sollievo chiudendo le finestre o aprendole solo tra le 22.00 e le 04.00 e installando dei filtri adatti nei sistemi di condizionamento dell’aria. Inoltre può essere d’aiuto non andare in motorino o in bicicletta, non recarsi in campagna ed evitare accuratamente i luoghi in cui l'erba è stata tagliata da poco.

L’allergia alle polveri può essere contrastata utilizzando copriletti anallergici; lavando frequentemente lenzuola e coperte (ogni 3-4 settimane) ed arieggiando tutti i giorni; passando l’aspirapolvere ed utilizzando stracci bagnati; evitando pavimenti rivestiti da moquette.

La stagionalità della rinite allergica: l’allarme pollini

La concentrazione dei pollini nell’aria dipende da diversi fattori, quali l’area geografica, la stagione, il clima e il tipo di pianta.

In Italia, la stagione dei pollini generalmente comincia a marzo e si conclude a settembre, con un picco di intensità nei mesi di maggio e giugno, quando la concentrazione di pollini nell’aria è massima. Il tempo di pollinazione si è però notevolmente allungato a causa dei cambiamenti climatici e di conseguenza i sintomi allergici si possono manifestare anche dalla fine di gennaio fino a ottobre.

La mappa dei pollini

Le specie di piante più rilevanti per l’insorgenza della febbre da fieno sono:

  • la betulla (fioritura da febbraio ad aprile);
  • le urticacee (fioritura primaverile ed estiva);
  • le graminacee (sono le principali responsabili del raffreddore allergico; la diffusione va da fine marzo a settembre, con massima fioritura a maggio-giugno);
  • le composite (fioritura estiva/autunnale);
  • le oleacee (fioritura primaverile).

I sintomi

Dal momento che presentano sintomi comuni, non è sempre facile distinguere le diverse affezioni delle vie aeree (rinite allergica, raffreddore, influenza).

È quindi utile riconoscere i segni che caratterizzano le diverse patologie, al fine di scegliere il trattamento più efficace ed appropriato.

La rinite allergica solitamente si presenta sotto forma di starnuti, prurito nasale, lacrimazione che durano per più giorni, soprattutto in concomitanza con l’esposizione all’allergene; nelle forme più severe può intervenire congestione nasale (naso chiuso), con perdita di odorato e gusto; in qualche caso possono comparire anche tosse e difficoltà a respirare.

Solitamente i sintomi del raffreddore virale (raffreddore comune) iniziano 2-3 giorni dopo l’infezione, possono durare alcuni giorni e comprendono soprattutto naso chiuso, rinorrea (naso che cola) per l’eccessiva produzione di muco, difficoltà di respirazione nasale, starnuti; possono associarsi mal di gola, tosse e mal di testa lieve per l’interessamento dei seni paranasali (sinusite acuta).

L’influenza di solito inizia con febbre alta, che può durare fino a 5 giorni, faccia arrossata, dolori muscolari e spossatezza. I più frequenti sintomi respiratori possono essere tosse e raffreddore. Molte persone sviluppano anche mal di gola e mal di testa.

Conosci i tuoi sintomi:

raffreddore, influenza o rinite allergica (raffreddore da fieno)?

Raffreddore Influenza Rinite allergica
Durata 3 – 14 giorni 3 – 10 giorni Lunga, ogni volta che si entra in contatto con l’allergene
Febbre Raramente, bassa Sempre Mai
Malessere generale Leggero Spesso, intenso Mai
Naso chiuso Spesso Sì, in presenza di raffreddore concomitante Talvolta
Naso gocciolante Spesso Sì, in presenza di raffreddore concomitante Spesso
Starnuti Spesso Sì, in presenza di raffreddore concomitante Spesso, con frequenza elevata
Prurito nasale Talvolta in presenza di raffreddore concomitante Sempre
Tosse Talvolta. Può essere secca o produttiva Secca A volte
Bruciore agli occhi Raramente Raramente Spesso
Stagionalità Prevalentemente in autunno e inverno Tra novembre e febbraio Da pollini: prevalentemente in primavera, con ripresa autunnale.
Da allergeni perenni: tutto l'anno

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COME FUNZIONA | COME SI USA

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